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Desperate Housewife… non ancora

Da quando sono arrivata a Shanghai, mi sto mutando in una Bree Van de Kamp un po’ meno disperata e sclerotica. Capirete che avendo vissuto finora in soli bilocali, l’occuparmi di una casa cosi grande è diventato una sfida assai impegnativa. La polvere cinese è davvero una brutta bestia che credevo poter sconfiggere usando swiffer (panno elettrostatico che ancora non esiste qua) ed evitando di aprire, neanche sotto tortura, le finestre del nostro grande appartamento. Ma questa maledetta polvere continua a svolazzare e ad accumularsi sul nostro finto parquet scuro. Ogni volta che mi reco al supermercato, tento di scovare i nuovi prodotti e strumenti che mi aiuteranno nel mio laborioso compito giornaliero. Torno a casa armata di scope, spugne e Cif (ma c’e solo in Canada che si chiama Vim?) ben decisa a conseguire il titolo di “casa più pulita di Shanghai”.

Poi la devo pure arredare questa casa, dargli un tocco di colore, un po’ del mio stile da brava fashion (and interior) designer. In una settimana, siamo andati ben tre volte all’IKEA (si, Cri, ci andiamo in taxi e la corsa ci costa pochissimo) e al Carrefour per comprare mobili, accessori e biancheria per la casa. Tutti giorni benedico il genio svedese che ci fa trovare tutto sotto un unico tetto blu e giallo, perché in materia di design i Cinesi sembrano fermi alle dinastie Ming e Qing. Scherzi a parte, i bellissimi mobili tradizionali costano un patrimonio (Mr Carducci sarà pure manager ma il suo stipendio non reggerebbe troppe spese al mercato antiquario) e non sono ancora in grado di distinguere il vero dalle tante repliche da quattro soldi prodotte in massa.

In ogni modo, gli acquisti di base (quelli che lasciano poco spazio alla fantasia tipo bidone della spazzatura, stendibiancheria, bicchieri, asciugamani, pentole e mobiletto lettore DVD) sono stati quasi completati. Ma non mi fermo qua, intendo fare a breve un giro nei numerosi mercati per procurarmi poster, stoffe, piccoli Buddha e servizi da tè, tutti questi oggetti indispensabili e vitali per personalizzare il nostro nuovo ambiente.

Amici, benvenuti a casa nostra (perlomeno nel salone e nella sala da pranzo)!

divansalon

salle à mangercuisine

6 commentaires sur “Desperate Housewife… non ancora

  1. Après cette description de la Chine, comment je fais à convaincre maman Jacqueline à venir me visiter? grosses bises nordiques

  2. Eeeee….Jaqueline… la Chine ce n’est pas zen. Si tu cherches le zen, il est à des milliers de km vers l’est dans un pays qui s’appelle le Japon où tout le monde est beau et où les fleurs sentent bon. La Chine, à vrai dire, c’est l’antithèse du zen, le bordel à la puissance 10, le broche-à-foin à son paroxysme. Et, ma foi, le meilleur endroit au monde pour lâcher prise. Une mine de bonheur brut quoi! Voilà ce que je souhaite à nos 2 « da bizi » (grands nez comme les Chinois aiment appeler les étrangers) italiens.
    Valérie

  3. 8 marzo festa della donna. Auguri. Ma in Cina festeggiano l’8 marzo ? esistono le mimose ? Andrea ti ha regalato delle mimose ? (magari delle belle imitazioni di quelle che crescono qui da noi).
    Tanti auguri
    Alberto

  4. Carissimi, mi sembra uno di quegli appartamenti da film… Complimenti! Per la polvere io penso che l’unico modo per farla sparire è non vederla. Sul parquet scuro poi salta all’occhio molto di più… Un consiglio, mettete giù un bel tappeto così la polvere la noterete meno. Poi non usatelo però per nasconderci la polvere sotto!
    Ciao banditi.
    Marco

  5. Ton décor est bien différent de ton habitation en Italie mais on te souhaite un état d’esprit en accord avec les lieux pour apprivoiser ton nouveau pays d’accueil…un peu Zen..on pense à toi..MOM

  6. Il VIM c’è anche in Italia ed è una polvere verdastra, il CIF è una crema ma sono la stessa cosa. Il VIM lo usava la generazione dei miei genitori il CIF è più moderno….
    Giusta la tua osservazione che tutto il mondo è paese. Le sigle di negozi e prodotti che citi sono gli stessi che trovi qui da noi ! Raccontaci di cosa mangiate.
    Ciao
    alberto

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